Opera muta e maschere struggenti, il genio di Familie Flöz

Irriverente, crudele, umano. È questo il Teatro Delusio di Famile Flöz andato in scena martedì 5 novembre al Teatro Sala Umberto di Roma. Dopo il successo dello scorso anno con Hotel Paradiso, la compagnia di Berlino torna nella Capitale e si fermerà fino al 17 novembre. Non potete perdervi questo spettacolo e vi spiego subito il perché.

TEATRO DELUSIO, IN SCENA IL BACKSTAGE DI UN TEATRO

Teatro Delusio è un’opera pazzesca. Il sipario è aperto. Si vedono chiaramente tre personaggi sul palco già in azione.
Perplessità mista a curiosità da parte del pubblico che si scioglie quando si comprendere che la scena è viva e indossa le vesti di un backstage.
Esatto. La Familie Flöz mette in scena il backstage, animato da tantissime emozioni profondamente e crudelmente umane. Per questo motivo, Teatro Delusio è fenomenale!
Il pubblico ha la possibilità di vedere cosa accade dietro le quinte di un teatro, mentre attori, una compagnia di ballo, un’orchestra, tecnici, registi, dive e divi dell’opera, inservienti e donne delle pulizie lavorano.
Tra un’entrata in scena e un cambio luci, si alternano scene d’amore e intrighi passionali, momenti di quotidianità come una partita di calcio in tv o quello di badare a un cucciolo.

Cosa accade sul palcoscenico che lo spettatore non vede è lasciato all’immaginazione a proprio piacimento. Ciò che ha però il pubblico è la sensazione fortissima di ciò che provano i molteplici personaggi – quasi una trentina – interpretati da tre incredibili attori.
Quindi, si può percepire sia la frenesia eccitante di chi calca il palcoscenico e sia tutta l’ansia e attenzione di chi vive e lavora nel backstage.

OPERA MUTA E MASCHERE STRUGGENTI: IL GENIO DI FAMILIE FLÖZ

Zero parole. Solo gesti, con il supporto di maschere curiose e brutali, struggenti e inquietanti. Queste maschere sono espressive alla massima potenza e riempiono perfettamente lo spazio lasciato dalle parole non dette.
Ed è vero. A volte le parole non servono, quando si è mossi da emozioni e sentimenti, immersi e sommersi da tutte le sfaccettature umane. Terribilmente e profondamente umane.
In scena entrano tantissimi personaggi dai faccioni deformi eppure espressivi. Si riesce a comunicare anche senza parole. La comunicazione si sposta dal classico binario delle parole udibili. Essa viaggia su un altro livello, utilizzando un linguaggio universale.
La deformità delle maschere è uno specchio delle personalità dei personaggi, illusi e disillusi dalla vita e dalle proprie aspettative.

C’è la colonna sonora che sicuramente aiuta a uniformare l’opera. Ma credo che questo tipo di spettacolo possa essere apprezzato anche dai sordi. Qui, sta il genio di Familie Flöz.
La compagnia berlinese ha creato una tipologia di spettacolo che è per tutti, indistintamente dal colore di pelle, dal genere e da disabilità fisiche presenti.

TEATRO DELUSIO: TRE PERFORMAR PER 30 PERSONAGGI

Eccezionali, pazzeschi, incredibili. Sono tre e si destreggiano tra cambi frenetici di maschere e costumi, interpretando circa 30 personaggi. Si chiamano Andres Angulo, Johannes Stubenvoll, Thomas van Ouwerkerk. L’ho già detto sono incredibilmente pazzeschi e incredibili?

Facciamo un piccolo appunto: per chi conosce il teatro, per chi lo fa, per chi fa parte di una compagnia di danza, per chi fa il tecnico di palcoscenico, per chi si è innamorato e per chi ha ricevuto una delusione, per chi ci prova e per chi fallisce, per chi vive e lavora dietro le quinte… non può perdersi Teatro Delusio di Familie Flöz.
Vi faranno ridere tanto, ma anche emozionare. Forse vi scenderà qualche lacrima.
Ho creato il giusto hype?


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