Le cose che non ti ho detto, il divorzio secondo William Nicholson

Le cose che non ti ho detto (Hope Gap) è un film doloroso, intimo e profondo. A realizzare questo lungometraggio è William Nicholson, nei panni da regista (per la seconda volta). Annette Bening e Bill Nighy recitano per la prima volta insieme sullo schermo. Insieme a loro c’è Josh O’Connor.
Le cose che non ti ho detto (Hope Gap) racconta di Grace ed Edward. Sono sposati da 29 anni e vivono una vita tranquilla nella città costiera di Seaford, in Inghilterra, in una casa piena di libri e oggetti accumulati nel tempo. Quando il figlio Jamie va a trovarli per il fine settimana, Edward lo informa che ha deciso di lasciare sua madre.
Lei non riesce ad accettare la decisione di lui. Cade in una profonda depressione. Sarà proprio il figlio ad aiutarla ad andare avanti.

Sembra un classico film sul divorzio e sul ruolo del figlio che fa da intermediario. Sì, è probabile. E in questo periodo il cinema ci ha già dato un assaggio, ad esempio con Marriage Story. In Le cose che non ti ho detto (Hope Gap), per quanto siano ruoli di finzione, Grace, Edward e Jamie sono persone reali che vivono la loro vita, che hanno commesso errori mai corretti, portano con loro rancori e momenti infelici.

Le cose che non ti ho detto è un film autobiografico

Dalle note di regia si appura che i genitori di Nicholson si separarono dopo quasi 30 anni di matrimonio. Lui era giovane e questo evento lo influenzò profondamente e cambiò il suo modo di concepire la famiglia.
Tutti (o quasi) pensiamo che la famiglia sia un’unità indistruttibile ed eterna. Che i nostri genitori si ameranno per sempre e per sempre il nucleo familiare sarà intatto e felice. Ma non è così. O almeno, non sempre.
Guardare questo film è come guardare se stessi e la propria famiglia. Sono certa che, seppur solo per qualche sfumatura, una parola detta o uno sguardo, qualcosa del film vi sarà familiare.
Le cose che non ti ho detto (Hope Gap) ha un impatto emotivo molto forte. In genere abbiamo l’idea che il divorzio dei propri genitori possa essere devastante per un bambino. Ma per un figlio adulto no. Non è di questa idea il regista. Proprio perché per una vita i propri genitori sono rimasti uniti e insieme, la separazione è un vero shock per tutti.

Da una famiglia ad individui perfettamente estranei

È facile empatizzare con queste dinamiche perché sono tangibili e reali. Probabilmente già vissute, appunto. Sono dinamiche lontane degli stereotipi che un certo tipo di marketing chi ha inculcato. Le famiglie perfette non esistono. Il concetto stesso di perfezione non sussiste. Scostiamoci da questa visione, e soffermiamoci sul concetto di felicità. Qui, qualcosa cambia. Soffriamo.
Grace ed Edward sono due persone che soffrono e probabilmente hanno sofferto per tanto tempo.

Il figlio è l’intermediario che fa da ponte tra un genitore e l’altro. Se da un lato Grace è pronta a migliorare se stessa e il rapporto con il marito, Edward ha chiuso, volta per sempre e anche bruscamente le spalle alla donna con cui ha vissuto per quasi 30 anni. È innamorato di un’altra donna, Angela e improvvisamente diventa un estraneo che non vuole più avere a che fare con Grace. È Angela a comprenderlo ora.  

Il divorzio è come un omicidio. E se bisogna scegliere, meglio vedova che essere lasciata

Sono due i momenti davvero intensi e forti in cui Annette Bening è da applausi. Il primo in cui dialoga con Josh O’Connor, in piena crisi depressiva, il secondo con Bill Nighy dall’avvocato per la divisione dei beni.
“Bastardo, assassino, sfaccia famiglie”. Grace mal sopporta di essere stata lasciata dal marito. Lo etichetta nei peggiori dei modi. Per la madre di Jamie è chiaro: è un omicidio. “Solo perché non c’è il sangue non credere che non sia un omicidio. Sta ammazzando un matrimonio. Il matrimonio non sanguina, ma è pur sempre un omicidio”.
“Avrei di più se lui morisse. […] Con il divorzio ottengo meno. Se devo andare avanti senza di te, preferirei come vedova, ha uno status migliore della donna lasciata”. Con la durezza di una donna delusa e arrabbiata, Grace mette a confronto il suo status di donna che è stata tradita a quello di una donna potenzialmente vedova. Non le importa di ricevere l’intero valore dell’immobile. Lei è stata privata del valore della famiglia.

Liberarsi dal dolore affacciandosi sulle scogliere di gesso bianco

Le cose che non ti ho detto (Hope Gap) offre dei panorami mozzafiato, lungo la costa di Seaford, caratterizzata da incredibili scogliere di gesso bianco. Le inquadrature sul mare danno quel profondo respiro che aiuta a decongestionare le emozioni che ci fanno vivere i protagonisti della storia.
Nel film si alternano principalmente due spazi. Uno chiuso – la casa – e uno aperto – il mare e l’enorme spiaggia, con le colline verdi. La casa è un luogo di separazione e non comprensione, impregnato di ricordi, oggetti e abitudini. La costa è un luogo ventilato e di unificazione con se stessi e con altro. È di fronte al mare che il figlio comprende la scelta del padre. Ed è sempre lì che la madre capisce il ragionamento del figlio e che è arrivato il momento di andare avanti.

“Le cose che non ti ho detto” disponibile on demand

Le cose che non ti ho detto (Hope Gap) è un film distribuito da Vision Distribution e Cloud 9 Film e sarà disponibile in prima visione sulle principali piattaforme video on demand. Dal 29 Maggio sarà visibile su Sky Primafila Premiere, Apple Tv, Chili, Google Play, Infinity, TIMVISION, Rakuten Tv, CG Entertainment.

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